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Dal confronto con il Commissario Castelli, Fondazione Symbola, IFEL e i Consorzi BIM la prospettiva di una gestione coordinata del patrimonio forestale. FederBIM punta ad una governance condivisa e tecnologie innovative per pianificare entro un anno il patrimonio forestale dell’intero cratere sismico.

Dare seguito al lavoro avviato da FederBIM e Fondazione Symbola sulla valorizzazione del patrimonio forestale per costruire una strategia condivisa di sviluppo e rilancio dell’Appennino centrale. È da questo presupposto che ha preso avvio l’incontro promosso dalla Federazione presso la propria sede di Roma, alla presenza del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post-sisma 2016, sen. Guido Castelli, dei rappresentanti di Fondazione Symbola e IFEL e dei Consorzi BIM dell’Appennino centrale.

Al centro del confronto, la possibilità di dotare entro un anno l’intera area del cratere sismico di una pianificazione forestale coordinata, attraverso un modello di governance integrata tra istituzioni e territori, che si avvalga dell’impiego delle tecnologie più avanzate. Per tradurre questa prospettiva in un percorso operativo, sono stati programmati nelle prossime settimane una serie di incontri territoriali che coinvolgeranno le amministrazioni e i Consorzi BIM interessati.

«Abbiamo ragionato su come costruire insieme una strategia per i territori a partire dal patrimonio forestale.» ha dichiarato Gianfranco Pederzolli, presidente FederBIM. «Il coinvolgimento dei Consorzi BIM può agevolare la soluzione a problematiche che non si esauriscono ai confini del singolo Comune. A partire dall’ascolto dei territori e dai risultati di esperienze già in essere, l’obiettivo è creare le condizioni per realizzare strategie condivise e iniziative che abbiano ricadute anche sulle opportunità di lavoro e di sviluppo delle comunità locali».

La dimensione sovracomunale dei Consorzi BIM può infatti rappresentare un elemento importante per affrontare interventi che, per estensione territoriale e complessità, difficilmente possono essere gestiti dai singoli Comuni. Una prospettiva particolarmente significativa per le aree colpite dal terremoto del 2016, dove la ricostruzione materiale deve accompagnarsi ad una ripresa economica e sociale capace di creare nuove opportunità produttive e occupazionali.

Il percorso promosso da FederBIM, già avviato con Fondazione Symbola attraverso il vademecum per la gestione del patrimonio forestale presentato a Edolo nel maggio 2026, trova un importante punto di convergenza con il lavoro di ricognizione sostenuto dal Commissario Castelli.

Come dichiarato dal Commissario straordinario per la ricostruzione, il sen. Guido Castelli, «la ricostruzione non può riguardare soltanto le case. Dobbiamo prefigurare un futuro economico e sociale per chi quelle case le abiterà. Per questo abbiamo avviato con Symbola un censimento del patrimonio forestale del cratere, un territorio che per circa il 70% è coperto da boschi. Conoscere, pianificare e certificare sono passaggi fondamentali per trasformare questa risorsa in un’opportunità di sviluppo economico che generi un attivo nei bilanci comunali.»

La ricognizione del patrimonio forestale dell’Appennino centrale ha permesso di approfondire la conoscenza delle superfici boscate, degli assetti proprietari e delle potenzialità economiche dei territori interessati, offrendo una base conoscitiva sulla quale sviluppare nuove iniziative di pianificazione e gestione.

«Il Piano forestale di indirizzo territoriale – ha affermato Fabio Renzi, segretario generale di Fondazione Symbola – è lo strumento per connettere la gestione delle foreste alla tutela della risorsa idrica e alla sicurezza del territorio. Con questa iniziativa i Consorzi BIM del cratere diventano un riferimento per aggregare Comuni, proprietari e comunità locali attorno a una visione condivisa del territorio, capace di orientare la cura dei boschi e di valorizzarne le funzioni ambientali, economiche e sociali».

A questo percorso si affianca il contributo di IFEL, che ha approfondito le opportunità offerte dalla riforma della contabilità pubblica secondo il modello Accrual, con particolare riferimento alla ricognizione e alla rappresentazione contabile del patrimonio forestale dei Comuni.

Secondo quanto affermato da Pierciro Galeone, direttore di IFEL «la riforma della contabilità pubblica secondo il modello Accrual attribuisce un’importanza maggiore al patrimonio degli enti locali. Nei piccoli Comuni dell’Appennino abbiamo riscontrato che molti terreni comunali, anche quando sono presenti nelle ricognizioni forestali, non risultano adeguatamente qualificati sotto il profilo patrimoniale. Se la qualificazione è incompleta, anche la valutazione economica risulta inadeguata».

Le potenzialità di una gestione attiva del patrimonio forestale trovano un primo riscontro nell’esperienza del Consorzio BIM Tronto, che, attraverso la collaborazione con la Regione e la Struttura commissariale, ha contribuito alla realizzazione di interventi per incentivare la nascita di attività imprenditoriali legate alla filiera del legno.

«Lo scopo per cui i BIM sono nati» ha dichiarato Luigi Contisciani, presidente del Consorzio BIM Tronto «è sostenere il progresso economico e sociale delle popolazioni. Non possiamo limitarci a distribuire risorse ai Comuni, ma dobbiamo contribuire a creare reddito e lavoro, affinché le persone possano continuare a vivere in questi territori. I Consorzi BIM possono diventare punti di riferimento per tutto l’Appennino, dimostrando di essere enti attivi, capaci di realizzare interventi concreti per le comunità.»

Dal confronto è emersa inoltre la volontà condivisa dei Consorzi BIM dei territori del Centro Italia ad approfondire le condizioni per sviluppare la strategia nei rispettivi territori. Marco Di Nicola, presidente del Consorzio BIM Vomano Tordino, ha sottolineato la necessità di «approfondire le modalità con cui questa strategia potrà essere sviluppata a livello locale, coinvolgendo le amministrazioni comunali e valutando insieme i possibili passaggi operativi. La disponibilità a confrontarci c’è, così come l’interesse a individuare iniziative concrete per valorizzare il nostro patrimonio forestale.»

FederBIM proseguirà la promozione di questo percorso, favorendo il raccordo tra i Consorzi BIM, istituzioni e i soggetti coinvolti nella gestione del patrimonio forestale. L’obiettivo è tradurre il patrimonio conoscitivo già disponibile in iniziative concrete di pianificazione e gestione condivisa, affinché la valorizzazione delle foreste possa contribuire, insieme agli interventi di ricostruzione, al rilancio economico e sociale dell’Appennino centrale.