Lo statuto Federbim - Federazione Nazionale dei Consorzi di Bacino Imbrifero Montano

Federbim

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📍 𝐁𝐞𝐥�

📍 𝐁𝐞𝐥𝐥𝐮𝐧𝐨 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚 𝟕𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐨𝐫𝐳𝐢𝐨 𝐁𝐈𝐌

Sabato 28 febbraio 2026, a Belluno, presso Palazzo Crepadona, si è svolto il convegno “70 anni. Un patto per il futuro”. Un appuntamento non solo celebrativo, ma un momento di confronto operativo sulle sfide che attendono i territori montani.

Tra i protagonisti: Marco Staunovo Polacco, Presidente del Consorzio BIM Piave Belluno, e Gianfranco Pederzolli, Presidente FederBIM, insieme a rappresentanti istituzionali regionali e nazionali.

🔎 𝐋𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐁𝐈𝐌

I Consorzi BIM non sono enti del passato, ma strumenti moderni e strategici per lo sviluppo locale. Per FederBIM rappresentano una leva concreta per:

✔️ valorizzare le risorse idriche e rinnovabili
✔️ sostenere lo sviluppo economico delle comunità montane
✔️ rafforzare coesione sociale e tutela ambientale

In vista della scadenza delle concessioni idroelettriche nel 2029, si apre una fase decisiva. La gestione della risorsa idrica deve prevedere la partecipazione attiva delle comunità di montagna.

Come ha dichiarato il Presidente Pederzolli:“𝐼𝑙 2029 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑐𝑎𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎, 𝑚𝑎 𝑢𝑛’𝑜𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑚𝑜𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑑𝑖𝑎𝑙𝑜𝑔𝑜 𝑒 𝑑𝑖 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑟𝑠𝑎 𝑖𝑑𝑟𝑖𝑐𝑎. 𝐿𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑚𝑜𝑛𝑡𝑎𝑔𝑛𝑎 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑒𝑑𝑖 𝑜𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑢𝑛𝑒 𝑒 𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑒 𝑑𝑒𝑣𝑜𝑛𝑜 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖.”

🌲 𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚, 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐯𝐚𝐫𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐞: 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞.

Il confronto di Belluno ha ribadito che le aree montane producono valore strategico per l’intero Paese. Rafforzare un’alleanza di area vasta significa mettere al centro competenze, conoscenza del territorio e responsabilità istituzionale.

#FederBIM #ConsorziBIM #Dolomiti #Belluno #EnergiaIdroelettrica #AreeMontane
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⚡💧 𝐈𝐝𝐫

⚡💧 𝐈𝐝𝐫𝐨 𝐑𝐞𝐥𝐞𝐚𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚: 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐜𝐚𝐥𝐦𝐢𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐯𝐨𝐫𝐞

Dal tavolo sull’energia riunito a Palazzo Lombardia emerge una proposta concreta: la cessione del 15% della produzione idroelettrica a prezzo calmierato alle imprese energivore situate nelle regioni dove sono presenti gli impianti.

All’incontro hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, gli assessori Massimo Sertori e Guido Guidesi, insieme ai rappresentanti del sistema industriale ed energetico: Federacciai con Antonio Gozzi, Confindustria Lombardia con Giuseppe Pasini, e gli AD di Edison Nicola Monti e A2A Renato Mazzoncini.

La proposta si inserisce nel percorso di rinnovo delle concessioni idroelettriche attraverso la cosiddetta “quarta via” di riassegnazione e punta a destinare una quota dell’energia prodotta – 𝑙𝑎 𝐼𝑑𝑟𝑜 𝑅𝑒𝑙𝑒𝑎𝑠𝑒 – a prezzi ridotti per i settori ad alta intensità energetica.
In una regione prima in Italia per produzione industriale e tra le prime per produzione idroelettrica, l’obiettivo è sostenere comparti strategici per PIL, occupazione e competitività, in un contesto ancora incerto sul piano normativo nazionale.

Il dato rilevante è il metodo: confronto tra istituzioni, produttori e industria per costruire una proposta condivisa su un tema cruciale come energia e sviluppo.

Può questo modello diventare un riferimento anche a livello nazionale?
L’Idro Release è una soluzione strutturale contro il caro energia o una misura transitoria?

#Idroelettrico #Energia #Industria #TransizioneEnergetica
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💧⚖️ 𝐕𝐚�

💧⚖️ 𝐕𝐚𝐣𝐨𝐧𝐭: 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐞 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐮𝐧 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞?

È stato depositato in Regione Friuli-Venezia Giulia il progetto di una centrale idroelettrica che sfrutterebbe le portate in transito nella galleria di scarico del lago residuo formatosi dopo la tragedia del Disastro del Vajont.

L’intervento proposto dalla società Welly Red srl, prevede l’utilizzo di acque già convogliate, la realizzazione di una centrale in caverna alla base della forra del Vajont, una potenza nominale di circa 1,8 MW e una produzione stimata di oltre 13 GWh/anno. L’acqua verrebbe poi restituita nello stesso tratto di torrente, senza creare tratti in secca.

Il luogo è quello segnato dalla frana del Monte Toc che il 9 ottobre 1963 precipitò nell’invaso della diga del Vajont, travolgendo Longarone e colpendo duramente Erto e Casso, con 1.917 vittime.

Il dibattito si riapre tra valorizzazione energetica, ricadute economiche per il territorio e rispetto di un luogo che rappresenta una ferita ancora viva nella memoria collettiva. Il sindaco di Longarone ha espresso contrarietà, richiamando il valore “sacro” della valle; più prudente la posizione del sindaco di Erto e Casso, che ricorda come le concessioni idroelettriche garantiscano già oggi introiti ai Comuni lungo il Piave.

Come FederBIM ricordiamo sempre con profonda commozione le vittime del Vajont e il significato che questo luogo rappresenta per le comunità coinvolte.

La questione resta aperta: come conciliare transizione energetica, sviluppo locale e tutela della memoria?

#Vajont #EnergiaIdroelettrica #MemoriaCollettiva #TransizioneEnergetica
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💧🏔️ 𝐂𝐨

💧🏔️ 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐚

In molte aree montane italiane, l’idroelettrico non è solo una fonte rinnovabile: è parte integrante della vita economica e sociale del territorio.
Dighe e centrali hanno contribuito nel tempo allo sviluppo di intere comunità, creando un legame stretto tra produzione energetica e crescita locale.
Alcune località simbolo di questo rapporto:

📍 Valtellina (Lombardia)
📍 Cogne e Champorcher (Valle d’Aosta)
📍 Val di Non e Val di Sole (Trentino-Alto Adige)
📍 Cadore (Veneto)

In questi territori l’idroelettrico significa:

✅ occupazione e competenze tecniche
✅ risorse per gli enti locali
✅ infrastrutture e presidio delle aree interne
✅ integrazione tra energia, ambiente e comunità

L’energia dell’acqua non produce solo elettricità: sostiene territori, rafforza economie locali e contribuisce alla coesione delle comunità montane.

#Idroelettrico #ComunitàLocali #AreeMontane #EnergiaRinnovabile
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💧⚙️ 𝐑𝐞�

💧⚙️ 𝐑𝐞𝐯𝐚𝐦𝐩𝐢𝐧𝐠 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢: 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨, 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨

Gli impianti idroelettrici rappresentano una delle infrastrutture energetiche più longeve e strategiche del nostro Paese. Molti di essi sono in esercizio da decenni: proprio per questo, il revamping – ovvero l’ammodernamento tecnologico e funzionale degli impianti esistenti – è oggi una leva fondamentale per il sistema energetico.

🔎 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞?

✅ 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚
La sostituzione o l’aggiornamento di turbine, generatori e sistemi di controllo consente di aumentare il rendimento, producendo più energia a parità di risorsa idrica.

✅ 𝐈𝐧𝐜𝐫𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
Grazie a tecnologie più avanzate, è possibile ottimizzare lo sfruttamento dei salti d’acqua e migliorare la regolazione dei flussi.

✅ 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚
Intervenire su componenti datate riduce il rischio di guasti, migliora la continuità di esercizio e adegua l’impianto agli standard normativi più recenti.

✅ 𝐌𝐢𝐧𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞
Sistemi moderni permettono una gestione più sostenibile della risorsa idrica e una migliore integrazione con l’ecosistema circostante.

♻️ In un contesto di transizione energetica, il revamping è una soluzione strategica: consente di rafforzare la produzione rinnovabile senza nuovo consumo di suolo, valorizzando infrastrutture già esistenti.

Investire nell’ammodernamento significa rendere l’idroelettrico ancora più centrale per la sicurezza e la sostenibilità del nostro sistema energetico.

#Idroelettrico #Revamping #TransizioneEnergetica #EnergiaRinnovabile
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🌍 𝐋𝐞 𝐩�

🌍 𝐋𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚

L’idroelettrico rappresenta uno dei pilastri storici della produzione di energia rinnovabile in Europa, grazie a infrastrutture di grande scala che ancora oggi garantiscono stabilità e capacità di accumulo al sistema elettrico.

🔹 𝐼𝑟𝑜𝑛 𝐺𝑎𝑡𝑒 𝐼 𝐻𝑦𝑑𝑟𝑜𝑒𝑙𝑒𝑐𝑡𝑟𝑖𝑐 𝑃𝑜𝑤𝑒𝑟 𝑆𝑡𝑎𝑡𝑖𝑜𝑛 (𝑅𝑜𝑚𝑎𝑛𝑖𝑎–𝑆𝑒𝑟𝑏𝑖𝑎)
Situata sul Danubio, è considerata la centrale idroelettrica con la maggiore capacità installata in Europa, con oltre 2.100 MW.

🔹 𝑈𝑙𝑙𝑎-𝐹ø𝑟𝑟𝑒 𝐻𝑦𝑑𝑟𝑜𝑝𝑜𝑤𝑒𝑟 𝐶𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑥 (𝑁𝑜𝑟𝑣𝑒𝑔𝑖𝑎)
Uno dei complessi idroelettrici più importanti del Paese, supera i 2.100 MW complessivi ed è centrale per l’equilibrio del sistema elettrico norvegese.

🔹 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝐷𝑖𝑥𝑒𝑛𝑐𝑒 (𝑆𝑣𝑖𝑧𝑧𝑒𝑟𝑎)Iconica diga alpina e cuore di un vasto sistema idroelettrico con oltre 2.000 MW di potenza installata.

🔹 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑'𝑀𝑎𝑖𝑠𝑜𝑛 𝐷𝑎𝑚 (𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑖𝑎)
Tra i principali impianti di pompaggio europei, con circa 1.800 MW, svolge un ruolo strategico nell’accumulo energetico.

📌 Tra le grandi infrastrutture va ricordata anche la centrale di 𝐸𝑛𝑔𝑢𝑟𝑖 𝐷𝑎𝑚 (𝐺𝑒𝑜𝑟𝑔𝑖𝑎), spesso inclusa nelle classifiche europee per la sua rilevanza strategica (circa 1.320 MW).

🇮🇹 𝐋𝐚 𝐩𝐢ù 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚
➡️ 𝐸𝑛𝑡𝑟𝑎𝑐𝑞𝑢𝑒 𝑃𝑜𝑤𝑒𝑟 𝑃𝑙𝑎𝑛𝑡 (𝑃𝑖𝑒𝑚𝑜𝑛𝑡𝑒), impianto di pompaggio alpino che rappresenta un riferimento infrastrutturale per il sistema elettrico nazionale.

💧⚡ L’idroelettrico dimostra che la transizione energetica europea si fonda anche su grandi opere storiche, infrastrutture solide e soluzioni già operative, capaci di garantire sicurezza e flessibilità alla rete.

#Idroelettrico #EnergiaRinnovabile #TransizioneEnergetica #FederBIM
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⚡🌍 𝐓𝐫𝐚

⚡🌍 𝐓𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚: 𝐜𝐨𝐬’𝐞̀ 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞

La transizione energetica è il percorso che accompagna il passaggio da un sistema basato su fonti fossili a uno fondato su energie rinnovabili, efficienza e nuovi modelli di produzione e consumo.
Non si tratta solo di cambiare fonte, ma di 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐥’𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚, 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐚.

🔄 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚?
Attraverso un’evoluzione progressiva che coinvolge:

✅ lo sviluppo delle fonti rinnovabili
✅l’elettrificazione dei consumi
✅ una maggiore diffusione della produzione locale e condivisa

💧⚡ 𝐿’𝑖𝑑𝑟𝑜𝑒𝑙𝑒𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑜, 𝑢𝑛 𝑎𝑠𝑠𝑒𝑡 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑛𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒
Nel dibattito sulle nuove tecnologie, l’idroelettrico resta l’asset centrale della transizione energetica italiana.
Una fonte storica, profondamente legata ai territori, che ha accompagnato lo sviluppo del Paese e che continua a dimostrarsi concreta, affidabile e praticabile anche nel nuovo scenario energetico.

La transizione non parte da zero: si costruisce su ciò che già funziona.

🌱 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐁𝐈𝐌 sostiene una transizione energetica realistica, che valorizza l’esperienza, le infrastrutture esistenti e le risorse locali.

#TransizioneEnergetica #Idroelettrico #EnergieRinnovabili #EnergiaSostenibile #FederBIM
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💧⚡ 𝐄𝐧𝐞

💧⚡ 𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚: 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀

L’Italia sfrutta al meglio il suo patrimonio naturale per produrre energia idroelettrica, concentrata soprattutto nelle regioni alpine e appenniniche.

📌 𝐋𝐞 𝐳𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐢:
✅ 𝘛𝘳𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘰-𝘈𝘭𝘵𝘰 𝘈𝘥𝘪𝘨𝘦 𝘦 𝘝𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘥’𝘈𝘰𝘴𝘵𝘢 – impianti ad alta quota con grandi bacini di accumulo.
✅ 𝘗𝘪𝘦𝘮𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘦 𝘓𝘰𝘮𝘣𝘢𝘳𝘥𝘪𝘢 – centrali storiche lungo fiumi e dighe alpine.
✅ 𝑉𝑒𝑛𝑒𝑡𝑜 𝑒 𝐹𝑟𝑖𝑢𝑙𝑖 𝑉𝑒𝑛𝑒𝑧𝑖𝑎 𝐺𝑖𝑢𝑙𝑖𝑎 – sfruttamento di corsi d’acqua montani per produzioni continue.
✅ 𝘓𝘪𝘨𝘶𝘳𝘪𝘢 𝘦 𝘛𝘰𝘴𝘤𝘢𝘯𝘢 – piccoli impianti idroelettrici che integrano la rete locale.

💡 L’idroelettrico non è solo la principale fonte rinnovabile del Paese, ma svolge un ruolo cruciale nella stabilità della rete elettrica, integrando altre fonti come solare ed eolico.
🌱 Puntare su queste risorse significa sostenere la transizione energetica e rendere l’Italia più resiliente e verde.
In 𝗙𝗲𝗱𝗲𝗿𝗕𝗜𝗠 monitoriamo costantemente il ruolo strategico dell’idroelettrico per favorire un futuro sostenibile e innovativo.

#EnergiaIdroelettrica #Rinnovabili #ItaliaVerde #TransizioneEnergetica #FederBIM
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Con decreto direttor

Con decreto direttoriale n. 24 del 3 febbraio 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha istituito il Tavolo tecnico permanente per l’informatizzazione e la condivisione dei dati sui Bacini imbriferi montani, presso la Direzione Generale dell’Uso Sostenibile del Suolo e delle Acque. FederBIM partecipa al Tavolo insieme a 𝗜𝗦𝗣𝗥𝗔, 𝗜𝗦𝗧𝗔𝗧 e alle 𝗔𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘁à 𝗱𝗶 𝗯𝗮𝗰𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶. Il Tavolo nasce per superare la dispersione delle informazioni e colmare un vuoto che ha prodotto, negli anni, criticità rilevanti anche sul piano della riscossione dei sovracanoni BIM.

Si tratta, per Comuni e Consorzi BIM, di un passaggio organizzativo fondamentale che incide sulla capacità di rappresentare in maniera trasparente i perimetri, di ricostruire i presupposti delle spettanze e di dialogare su basi verificabili e condivise.

La presenza di FederBIM apre una fase operativa concreta che rafforza il suo ruolo di principale interlocutore dei territori montani nelle politiche nazionali sulla risorsa idrica. Come sottolineato dal Presidente 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗣𝗲𝗱𝗲𝗿𝘇𝗼𝗹𝗹𝗶, si tratta di un passo avanti importante nel rapporto con il MASE e di una scelta coerente con il lavoro svolto dalla Federazione dall’inizio della Legislatura sull’innovazione e sulla normalizzazione della gestione dei BIM.

Il Tavolo avrà finalità pratiche, non solo consultive, e produrrà risultati misurabili, a partire da una Relazione annuale. FederBIM accompagnerà questo percorso, mantenendo informati Comuni e Consorzi sugli esiti dei lavori e sulle successive fasi operative.

La Federazione esprime un sincero ringraziamento al 𝗠𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗘𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗚𝗶𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗣𝗶𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗙𝗿𝗮𝘁𝗶𝗻, che ha accolto la nostra richiesta e al 𝗗𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗶𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗨𝘀𝗼 𝗦𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗰𝗾𝘂𝗲, 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗧𝗿𝗮𝘃𝗶𝗮, per aver decretato l’istituzione del tavolo che coordinerà in accordo con gli uffici di FederBIM.

Per un approfondimento: https://federbim.it/tavolo-tecnico-per-linformatiz…
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